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Comune di Monte di Malo

Provincia Vicenza - Regione del Veneto


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Il colle di San Vittore

E’ una sommità veramente eccezionale per la concentrazione di reperti e di edifici in parte sacri e in parte profani tutti ricchi di anni e di storia. La torre campanaria del 1450 ed è una ristrutturazione di un edificio precedente, probabilmente collegabile con l’antico castello di Priabona (un tempo Petramala). Il castello sorto intorno all’anno 800 fu uno dei più antichi, abitato da castellani di cui si conoscono i nomi: Gaspare da Feltre, Giacomo e sua figlia Elisabetta che lasciò uno splendido ricordo localmente tanto da essere ricordata nella Valle della Bessa . Tra i personaggi sinistri si ricorda un sicario detto Pietro da Malo che si recò su ordine dei signorotti a Vicenza e pugnalò il Vescovo Cacciafronte colpendolo a morte nel 1184.

La chiesa di S. Maria Assunta è costituita da una sola navata e da quattro altari laterali più uno centrale. In quest’ultimo notiamo un capolavoro: la statua della Madonna con il Bambino, un’opera in pietra realizzata nel 1447 da Nicolò da Cornedo, uno scultore lapicida, dall’abilità eccezionale molto noto ed apprezzato nel vicentino. Dai due altari vicini alla porta di ingresso sono stati rubate due tele di scarso valore, ma la pregevolissima statua non è stata toccata perché talmente riconoscibile da non poter essere commerciabile in nessun modo.
La chiesetta risale al 1400 e quello che vediamo ora è il risultato di una innumerevole serie di ristrutturazioni e di ampliamenti. Nel 1450, da un verbale di visita del Vescovo di Vicenza, risulta che la chiesa fu riconciliata perché in precedenza profanata da un delitto compiuto tra pastori per questioni di terreni. Per questo sappiamo che già la chiesa esisteva, che era molto piccola, meno della metà di quella attuale e che aveva il tetto di paglia come i casoni del polesine, casoni che si vedevano anche sull’altipiano di Asiago all’inizio del secolo.

Successivamente la chiesa fu ingrandita, divenne la chiesa della Comunità e tale rimase anche quando fu istituita la parrocchia di Priabona . Soltanto nel 1930 fu sostituita dalla nuova chiesa parrocchiale molto più comoda al centro abitato. Da allora Santa Maria Assunta rimase luogo di culto soltanto per i festeggiamenti del 15 Agosto, in occasione della Madonna Assunta e per qualche matrimonio o qualche cerimonia particolare.
Di fronte alla facciata, sul muro osserviamo una piccola lapide che ricorda che nel 1895 un certo Crestanello di anni 100 che partecipò alla S. Messa. Era nato nel 1795 e prima dell’avvento in Italia di Napoleone Buonaparte.

Percorrendo la strada di ronda dei soldati del castello compare il cimitero. Si tratta del vecchio cimitero che è rimasto in funzione sino agli anni sessanta e abbandonato per il nuovo.

Di fronte vediamo un cancelletto al cui interno si notano una tettoia di recente fattura e ,alla sua destra, un edificio diroccato con una porticina: si tratta dei resti del mastio del castello di Petramala distrutto nel 1250 da Ezzelino da Romano e dai Padovani per uno sgarbo compiuto dal castellano. Probabilmente aveva prestato alcuni armigeri ai Veronesi che erano Vicari imperiali. Ezzelino, il tiranno, rase al suolo sia il castello di Borgo di Malo che quello di Petramala, detto di San. Vittore, ma rispettò la chiesetta annessa al castello perché temeva la vendetta di Dio.

La chiesetta di S. Vittore é un piccolo edifici che risale probabilmente alla fine del settimo secolo o agli inizi dell’ottavo. Presentava inizialmente una struttura quasi quadrata con l’altare orientato verso il sorgere del sole, come nelle chiese paleocristiane, inserito in una cripta.

Nel 1600 per esigenze agricole e di passaggio dei carri la cripta fu abbattuta e l’altare fu portato dalla parte opposta della chiesetta dove rimase sino al 1997 quando la Sovrintendenza alle Belle Arti di Verona intervenne su segnalazione di Rev. Prof. Don. Attilio Previtali della Curia di Vicenza, esperto di storia e di arte. Dove sorgeva un portale in realtà era stata demolita la cripta che, dopo i dovuti sondaggi e studi, fu ricostruita abbattendo il portale precedente che risaliva al 1920.

Durante i lavori di ristrutturazione apparvero nell’arco trionfale interno e sulle pareti degli splendidi affreschi. All’interno della chiesa sul muro a sinistra un è raffigurato un Cristo in croce e sotto, probabilmente, la Madonna e S. Giovanni, ormai irrecuperabili. Vicino appare un affresco raffigurante San. Vittore, probabilmente l’abate Priore di Monte Cassino che fu eletto Papa e che godette di grande fama: lo vediamo nei paramenti di dignitario, quasi reale, con la spada di cui si nota il pomo, l’elsa e la lama sulla quale è attorcigliato un serpente quasi a ricordare il versetto del Vangelo: “siate astuti come i serpenti”. Da notare anche le mani con le dita lunghissime e affusolate: il tema delle mani ricompare anche nelle altre successive letture degli affreschi ed è uno stile che il Prof. Previtali ha attribuito con quasi certezza alla scuola del Cimabue. Si tratta quindi di affreschi trecenteschi di ottima fattura molto simili a quelli della Basilica di S. Francesco d’Assisi.

Nell’arco trionfale la Madonna guarda l’interno della cripta, mentre di fronte troviamo una figura inizialmente considerata l’Angelo Gabriele che annunciava a Maria la nascita di Gesù. In realtà gli studiosi lo hanno escluso in quanto nella iconografia di tutti i tempi gli angeli vengono raffigurati con i piedi nudi, questo invece presenta delle calzature, tra l’altro identiche a quelle della Madonna. Potrebbe trattarsi di Giovanni e Maria sotto la croce quando Gesù disse: “ Madre ecco tuo figlio, figlio ecco tua madre”. Questi due personaggi guardano verso l’interno della cripta che doveva essere affrescata con scene di gloria come l’ascensione di Gesù trionfante sulla morte.

In basso invece una linea ad altezza uomo separava la volta della cripta dalla parte inferiore dove probabilmente c’erano figure di Apostoli o di altri Santi. Rimane la figura di San Francesco con un libro in mano, forse una Bibbia o un Vangelo. Un San Francesco giovanissimo, florido, eccezionale per la sua fisionomia che è oggetto di studio da parte di esperti.

Sul muro un’altra immagine: la Madonna con Bambino stilisticamente collegata con le immagini orientali. La Madonna infatti presenta un copricapo di riccioli che non sarebbero altro che anelli d’oro e d’argento tempestati di pietre preziose. Copricapi caratteristici delle matrone, delle regine e delle imperatrici orientali. Si tratta di un documento che può avere affinità con la cultura bizantina irradiata dalla vicina Ravenna. Infine altre tracce: una croce, una candela, piccoli segni. Le prossime ricerche consentiranno probabilmente di fare luce su questo piccolo edificio che si sta rivelando come uno dei più antichi della Diocesi di Vicenza e anche uno dei più ricchi di affreschi trecenteschi di bellezza stupefacente.

Continuando lungo la “strada di ronda” nella parte esterna nella chiesetta, sul muro, a circa 2 metri di altezza una pietra conserva una piccola scultura floreale di fattura Longobarda.

Gli scorci panoramici verso la chiesetta di S. Giorgio, la contrada dei Brunelli e Monte di Malo denotano anche il valore strategico della posizione che consentiva il controllo di tutta la zona e più avanti sulla strada la Valle della Bessa, il Monte Piano e Malo .


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