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PUNTO 3 : La Piazza dei Can, PUNTO 4: La cava Brunelli e PUNTO 5:Oratorio di San Giorgio del XIV sec.


PUNTO 3 : La Piazza dei Can


Il toponimo “Piazza dei Can” secondo una tradizione locale potrebbe riferirsi agli Scaligeri, signori di Verona, che dominarono sul nostro territorio dal 1311 al 1387.


E’ noto che gli Scaligeri portavano nomi come “Cangrande” da cui potrebbe derivare tale toponimo e anche espressioni dialettali quali “Fiol de un can” e “Can dalla Scala”.


Il suo nome è legato al simbolo del Priaboniano ed è citato in numerosi testi di paleontologia.


PUNTO 4: La cava Brunelli

La cava Brunelli

Il termine “Brunelli” era il soprannome di un ramo dei “Fochesati” e compare attorno al 1700. La cava, aperta negli anni ‘50, ha lacerato in modo brutale il fianco boscoso del monte Grande.


I lavori di scavo hanno comunque reso visibili in modo spettacolare alcuni aspetti geologici interessanti.


In basso le potenti stratificazioni giallastre di marna priaboniana, e sopra, un cornicione più scuro e ossidato di calcarei oligocenici. Nel 1989, in questa cava è stato scoperto lo scheletro fossile di una tartaruga vissuta 36 milioni di anni fa ora conservata nel museo.


PUNTO 5:Oratorio di San Giorgio del XIV sec

Oratorio di San Giorgio del XI

L’edificio sacro sorge su un dosso soleggiato da cui si gode di una bella vista. La chiesetta, ristrutturata nel 1997, presenta una sola navata e un campanilino con cuspide in cotto a forma di pigna. All’interno del campanile c’è una campanella del 1729, sfuggita alle razzie di Napoleone Buonaparte. All’interno della chiesetta, sopra l’unico altare, una tela rappresenta San. Giorgio Cavaliere mentre colpisce un drago che infestava un territorio spargendo terrore. La devozione a San Giorgio, con la leggenda di questo suo atto di coraggio è antichissima. San. Giorgio visse agli inizi del IV secolo d.c. e proveniva dal Medio Oriente, (attuale Turchia) e si rese famoso proprio perché liberò una città periodicamente assalita da un drago che divorava uomini e animali e che spargeva ovunque un fetore insopportabile.


Gli abitanti avevano scelto la strada del sacrificio, offrendo periodicamente a questo drago una vittima, generalmente una fanciulla. Il drago dopo averla divorata tornava nella vicina palude.


Giorgio, arrivato in quella zona e saputa la storia, affrontò il drago, lo catturò e liberò la fanciulla che era la figlia del re, sollevando la comunità dal terrore. Per questo suo atto di coraggio fu scelto come simbolo di religiosità e valore da molte popolazioni, soprattutto da quella Longobarda che era una popolazione guerriera per eccellenza. I Longobardi scelsero sempre santi guerrieri, S. Michele Arcangelo, S. Sebastiano, S. Fabiano, S. Giorgio, S. Martino di Touros, ecc.

Comune di Monte di Malo , 25/03/2002


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