

|
PUNTO 1 : Piazzale della Chiesa di Priabona – Centro Studi del Priaboniano
Dal 1990 nell’edificio di fianco alla Chiesa ha sede il “Centro Studi del Priaboniano” con un museo in cui sono esposti fossili raccolti nella zona circostante. Al suo interno sono esposti oltre 200 reperti relativi ad un arco di tempo di oltre 65 milioni di anni: dal Cretaceo al Quaternario. La sala presenta plastici, ricostruzioni ambientali, rilievi, cartelloni esplicativi e uno schedario che illustra e valorizza i reperti più significativi (Il museo è in questo momento in fase di ristrutturazione).
|
IL PRIABONIANO: Nel 1893, due studiosi francesi, Munier-Chalmas e De Lapparent, dopo approfondite ricerche, proposero l’istutuzione di uno “Strato-Tipo” per le rocce dell’Eocene Superiore (39-36 milioni di anni fa) e lo chiamarono “Priaboniano” dal nome di Priabona dove sono presenti le serie di stratigrafie più ordinate e significative. Tale “strato-tipo” è utilizzato come elemento di confronto per tutte le rocce del medesimo periodo geologico affioranti nel bacino del Mediterraneo dalla Spagna all’Ungheria, dal Marocco all’Egitto.
PUNTO 2 : Ex Pista di Motocross
|
Si tratta di un complesso e sinuoso circuito sul fianco del Monte Grande. La pista fino al 1980 ospitò numerose competizioni motociclistiche anche internazionali.
Attualmente in abbandono, consente l’osservazione della serie più elevata dello “Strato-tipo Priaboniano” (=Eocene superiore). La marna giallastra e friabile contiene numerosi fossili talvolta di grande bellezza.
Alla sommità della pista è visibile il contatto tra le rocce di due periodi geologici diversi: sotto, il Priaboniano con le caratteristiche marne fragili, quasi sfogliettate; sopra, le “Calcereniti” di Castelgomberto” dell’Oligocene (36 - 24 milioni di anni fa). Quest’ultime si sono depositate in un mare poco profondo, caldo, ben ossigenato, ricco di alghe calcaree (nullipore) e coralli. Spesso presentano le caratteristiche di barriere coralline simili a quelle degli attuali atolli del Pacifico.
|
|
Comune di Monte di Malo
, 25/03/2002
|
|
|