Proseguendo verso Nord e, superati alcuni edifici utilizzati dalla Parrocchia per opere assistenziali, si giunge al vecchio Cimitero, abbandonato dal 1965 e ora destinato a divenire “parco verde”.Di fronte al cimitero, su un cucuzzolo boscoso, chiuso da muretto e parzialmente coperto da piccoli annessi rustici privati, sono riconoscibili i ruderi di un secondo castello medioevale (vedi cenno storico su Priabona - Punto 6 - Percorso Natura Priaboniano).
Oltre il vecchio Cimitero si nota l’Oratorio di S.Vittore, un minuscolo edificio costituito da un’ unica navata. Il soffitto è abbellito da capriate e da una tavola in cui affiorano tracce di un dipinto; sopra il rustico altare, la parete è interrotta da una nicchia. Secondo gli esperti, la Mensa Eucaristica in pietra posa su di un antico altare per sacrifici e la nicchia che accoglieva la statua di S.Vittore (ora conservata presso la Chiesa Parrocchiale) era una finestrella. Molti indizi fanno supporre che la Chiesetta risalga al periodo longobardo.
Il piccolo edificio sacro è parte integrante del “Castrum Sancti Victoris de Petra Mala” costruito tra l’VIII - IX secolo e risparmiato dagli Ezzelini nella distruzione della rocca (1312-1313 ca.). Al suo interno presenta pregevoli affreschi attribuiti dagli esperti alla scuola di Cimabue (1270 ca).
Sulla parete sinistra (C) della minuscola navata rimane una nebulosa traccia di un fatiscente affresco di fattura longobarda raffigurante un Crocifisso con le vesti ai piedi della croce; alla sua destra, probabili figure della Madonna e dell’Apostolo Giovanni.
A sinistra dell’arco absidale, stupenda immagine di San Vittore (D), con paramenti papali e spada con serpente attorcigliato attorno alla lama; probabilmente si tratta di Desiderio (1027-1087) Priore dell’Abbazia di Montecassino , Papa col nome di Vittore dal 1086 al 1087. Notare le dita affusolate, quasi uguali, prive di articolazioni.
Sull’arco dell’abside (E), affreschi eccellenti con figure della Madonna, di S. Giovanni Apostolo e di S. Francesco d’Assisi col libro della “Regola” (G) (1181-1226). A destra dell’arco, sopra una nicchia per le ampolline utilizzate nella celebrazione della S. Messa, piccolo affresco di Madonna con Bambino (F). Interessante il copricapo della Madonna per la somiglianza con quello di Teodolinda, regina dei Longobardi, conservato nel Museo del Duomo di Monza.
All’esterno dell’Oratorio, lungo lo spigolo rivolto a Sud/Est, notare una pietra con incisione di fattura longobarda, raffigurante un fiore con sei petali (G).
Lungo la “strada di ronda”, di fronte al Cimitero vecchio, all’interno di un piccolo cancello è visibile una tettoia recente e, un po’ più a destra, la parte basale del “mastio” (torrione principale) con porta d’ingresso.
Curiosità
- Si dice che presso l’oratorio di San Vittore esiste una pavimentazione a ciottolato disposto a “spina di pesce”. Nel muro di sostegno del Cimitero, verso Priabona, sporgono strani blocchi di pietra simili a pioli di una scala. Resti di antiche mura?
- Secondo una vecchia tradizione popolare una misteriosa galleria collegherebbe il Castello di San Vittore con le contrade Accademia e Gecchelina; un’altra con il Castello di Borgo di Malo.
- l toponimo “stoagarde”, collocato dagli antichi documenti presso Priabona, potrebbe indicare un “recinto per i cavalli” o uno “Stoangarde” cioè “Scoglio della Guardia” con riferimenti al “Sojo delle 12 ore” dove un cavaliere avrebbe opposto per 12 ore un’eroica resistenza agli assalitori del castello prima di cadere da prode. Il “Sojo delle 12 ore” emerge dallo spigolo settentrionale del Colle di San Vittore ed è ben visibile dalla strada che da Boro sale a Priabona.
- Sulla sommità del Colle, a Sud della Torre Campanaria, sono visibili tracce di abitazioni medioevali. La più vasta è chiamata “La Cantina” e potrebbe essere la base di un torrione abbattuto durante l’assedio.
- Tra i suoi resti è stata raccolta una ciotola contenente cibo combusto. (Vedi Sala dei Fossili di Priabona).
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