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San Vittore


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Punto di partenza: Piazzale Chiesa nuova di Priabona via Centro
Tempo di percorrenza: 3 h. circa
Segnavia: linea rossa e bianca sul terreno e tabelloni didattici

Percorso


Partendo dal piazzale della Chiesa di Priabona (clicca sotto al PUNTO 1-2), si scende per le scalette, si attraversa la Provinciale, si imbocca Via Pologni e, all’altezza delle scuole elementari, si sale per l’erta e tortuosa “stradetta degli Scròcani” (il termine indica i sassi che picchiettano tra loro sotto la pressione delle calzature) e, dopo aver superato due capitelli raffiguranti rispettivamente “La pietà” e “La Madonna che porge Gesù Bambino a S. Antonio da Padova”, si giunge al Santuario di S. Maria Assunta (clicca sotto al PUNTO 1-2).

Si racconta che presso i due capitelli siano stati sepolti i morti causati dalla peste del 1630-31, mentre, su un muro di fronte al Santuario, una piccola lapide ricorda che “ Crestanello Giovanni di anni 100 assisteva alla Messa il giorno 1 Sett.1895”.

Proseguendo verso Nord e, superati alcuni edifici utilizzati dalla Parrocchia per opere assistenziali, si giunge al vecchio Cimitero, abbandonato dal 1965 e ora destinato a divenire “parco verde” (clicca sotto al PUNTO 3).

Proseguendo per la stradina diroccata, a fianco della Chiesetta dell’Assunta, si scende per il bosco; a lato della stradina, emerge una grossa pietra calcarea segnata profondamente da due “campi solcati”: comunissimo fenomeno carsico provocato dall’acqua meteorica detto “peche della Madonna” (clicca sotto al PUNTO 4-5-6).

Poco più avanti, entriamo nella contrada Ceola, ove lavori agricoli avrebbero portato alla luce molti ferri di cavallo e punte di lancia arrugginite testimonianza di un probabile assedio al castello.

Superato un capitello raffigurante la Madonna con bambino, risaliamo un sentiero, che diventa poi carreggiata, ed entriamo nella boscosa “Valle della Bessa” (forse ricordo in forma dialettale della Castellana Elisabetta). Giungiamo così, tra colline di origine sedimentaria e tetri affioramenti vulcanici, alla “Contrada Porra” e alla “Trattoria al Forte” da Alessio (clicca sotto al PUNTO 4-5-6).

Dal Forte, ritorniamo verso la Contrada Porra (da Porum= Selva, bosco), oltrepassando il cosidetto “Capitello dell’Orco”, personaggio mitologico che si divertiva a terrorizzare i viandanti mettendosi sopra di loro con un piede sul M.te Pulgo e l’altro sul M.te Pian.

Oggi il Capitello è dedicato alla Madonna Immacolata la cui statua, rubata nell’Ottobre del 1987, fu rifatta a tempo di record e posta nel Capitello l’ 8 Dicembre dello stesso anno.

Proseguendo ora verso Priabona lungo la strada che scende da Monte Pulgo, uno scavo effettuato per l’ampliamento della sede stradale ha portato alla luce un fenomeno grandioso e impressionante: si tratta di un “neck” (clicca sotto al PUNTO 4-5-6).

Riprendendo il cammino, concludiamo il percorso tornando alla Chiesa Parrocchiale di Priabona .


Comune di Monte di Malo


Altre pagine
PUNTO 1: Priabona e PUNTO 2: Santuario di S. Maria Assunta e torre Campanaria
PUNTO 3: Vecchio cimitero e oratorio di S. Vittore
PUNTO 4: Le “Peche della Madonna”, PUNTO 5: Trattoria “Al Forte” e PUNTO 6: Camino di vulcano esplosivo sottomarino (NECK)


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