Sito Ufficiale del Comune di Monte di Malo
EVENTI CONCORSI BANDI DI GARA INFORMAZIONI PER ... INFORMAZIONI SU ... CONTATTACI MAPPA SITO


REDAZIONE
» Contattaci
» FAQ
» Dichiarazione accessibilità
Home | Servizi vari | Turismo | Itinerari 
Capitelli


CLICCA
SULL'IMMAGINE
PER L'INGRANDIMENTO
DELLA MAPPA (350KB)

Punto di partenza: Piazzale del Municipio di M.te di Malo
Tempo di percorrenza: 3 h. sola andata (ca. 8 km.)
Segnavia: frecce in legno con icona Capitello – colore azzurro - Ogni Capitello ha una propria scheda informativa.
Percorso

Lasciata l’auto nel grande parcheggio antistante il Municipio, si scende in piazza Marconi. Proprio dove adesso ha sede la latteria sociale, può essere individuato il luogo ove sorgeva l’antica Chiesa parrocchiale di S. Fabiano e Sebastiano, più volte demolita e ricostruita a causa del lento ma inarrestabile smottamento del terreno verso la pianura.
Dall’antica Chiesa si dipartiva una stradina, attualmente inglobata nella provinciale per S.Vito di Leguzzano e denominata “stradina dei morti” in quanto portava all’antico cimitero degli appestati, resosi necessario nel 1630-31 in seguito ad una grande epidemia di peste. Sulle fondamenta dell’attuale laboratorio VRC, era stato costruito l’oratorio dedicato a S.Rocco (1633-1640) come ringraziamento per la fine della pestilenza. Di esso non ci rimane che lo splendido altare del 1640 collocato in una Cappella annessa all’attuale Chiesa parrocchiale di M.te di Malo.
Lasciata la strada provinciale, ci immettiamo in una carrareccia a valle del centro abitato (loc.Casàra); dopo ca. 500 m. incontriamo delle curiose scalette in pietra squadrata e sovrapposta, ora ricoperte in parte dal terriccio e dalla vegetazione, punto di passaggio obbligato per chi intende scendere al piano.

La mulattiera, poco più avanti si fa sentiero e conduce, tra prati e vigneti, alla Contrada Martini (vedi foto a sinistra descrittiva di questo tratto). All’ingresso del caseggiato, un palazzetto che reca, nella chiave di volta, l’anno di costruzione: 1640.
Sopra l’arcata principale, vi è una nicchia affrescata la cui immagine è quasi del tutto scomparsa.
Visitato il Capitello dei Martini, procediamo verso Contrada Gentilata lungo uno carrareccia agevolmente percorribile. Il nucleo principale della contrada è costituito da un’antica villa, in parte ristrutturata, sovrastata da una doppia colombara; l’ampio cortile è cinto da una robusta “mura” mentre l’antico portale, danneggiato dal terremoto del 1976, è stato successivamente demolito.

Davanti alla villa, lungo la strada maestra, si fa notare per grazia e compostezza una chiesetta del 700, ora di proprietà privata per cui non è possibile visitare l’interno.
La strada inghiaiata, fiancheggiata da secolari gelsi, ci porta verso la comunale Malo-M.te di Malo; la percorriamo per un tratto sulla destra fino ad incrociare, poco più avanti, l’antica “Strada delle Broje” nelle cui vicinanze si erge l’omonimo Capitello dedicato alla Madonna Addolorata.

Risaliamo verso il centro del paese fin quando alla nostra destra, si intravedono i gruppi bronzei che costituiscono omaggio e memoria alla Madonna patrona dei ciclisti inaugurato nel 1985 alla presenza del compianto Gino Bartali, Percorriamo ora la strada comunale in direzione della Contrada Còffe-Stefani. Attraversiamo un tratto assai suggestivo della valle scavata dal torrente “ Pissolon” che scorre tra grandi massi di pietra basaltica nera; oltre la valle, il paesaggio torna ad essere caratterizzato da pendii erbosi sostenuti dalle “masiere” (muretti in pietra a secco).
Ci soffermiamo brevemente per ammirare il Capitello dei Coffe per inerpicarci poi sulla decisa e ripida salita che ci congiungerà alla provinciale per Priabona.

Proprio nel punto in cui le due strade si incrociano, è stato eretto, dopo la seconda guerra mondiale, il Capitello dei Maddalena, dall’omonima contrada il cui gruppo di case, situato al di sotto del piano stradale, offre una curiosa visione di tetti che spianano digradando in sequenza; sotto la contrada risalta soprattutto la grande fontana, le cui fresche acque provengono dal vicino “Buso della Rana”. E’ contornata da bassi lavatoi che ci riportano con l’immaginazione allo schiocco della biancheria battuta sulla fredda pietra in tempi peraltro non molto lontani. Proseguendo nel nostro itinerario, oltrepassiamo un minuscolo ponticello e ci dirigiamo verso la successiva contrada di S.Lucia. Oltre alla splendida Chiesetta datata 1586, merita soffermarsi per ammirare l’insieme del “Palazzo” con gli edifici annessi che ci fa calare in una tipica scena del tardo Medioevo. Risalendo la strada asfaltata si raggiunge nuovamente la strada provinciale e ci si ritrova davanti al parcheggio del “Buso della Rana”; tale spazio in realtà era originariamente una cava di pietrisco, oramai mascherata dal detrito ed invasa dalla vegetazione.

Raggiungiamo con un breve tragitto la Contrada Marchiori Beati con annesso il piccolo Sacello e procediamo sino alla successiva Contrada Marchiori. Dalla strada osserviamo il Capitello, dedicato a S.Giuseppe, che si staglia contro le pendici boscose del M.te Grande.

Continuiamo per il nastro d’asfalto e ci portiamo all’altezza della “Cava” in località Brunelli; (per motivi di sicurezza si consiglia la semplice visione panoramica dalla strada). Qui, nel 1989, fu scoperto un fossile di eccezionale importanza e rarità: lo scheletro quasi completo di una testuggine marina, ora custodito nella Sala dei fossili di Priabona.

Abbandonata la strada principale, imbocchiamo a sinistra un viottolo di sassi e ghiaino in ripida pendenza.

Il tratturo ci conduce ad una stradina di collegamento fra contrade; seguendo le indicazioni, giungiamo rapidamente ai Fochesati, dotata di un Capitello di notevoli dimensioni. Proprio sopra la contrada, si intravede tra i cipressi, la graziosa chiesetta campestre dedicata a S.Giorgio.

Riprendendo il cammino, una carrareccia invasa dai rovi, risale fino alla provinciale. Nei pressi del valico di Priabona sarebbe esposta una interessante successione stratigrafica, oggetto di studio da parte di geologi sia italiani che stranieri fin dal 1800, ora purtroppo coperta da una rete di protezione per arginare la caduta pericolosa di sassi. Giunti al piazzale della Chiesa parrocchiale di Priabona, dove si trova anche il Museo fossile del Priaboniano, proseguiamo scendendo le scalette sull’altro verso e attraversando la strada, risaliamo verso il colle di S.Vittore, dove possiamo vedere altri due Capitelli, l’omonima Chiesetta e la vecchia chiesa di Priabona dedicata a Maria Assunta.

Per il ritorno consigliamo di scendere nuovamente a Priabona per lo stesso percorso e tornare a Monte di Malo lungo la strada provinciale “Belvedere” che collega appunto Priabona a Monte di Malo, godendo di uno splendido panorama.

A conclusione, merita una particolare attenzione la maestosa Chiesa Arcipretale di Monte di Malo.

Comune di Monte di Malo




stampa la pagina | invia ad un amico
altovicentino

SIT Comunale

Sit Comunale
Ultime Notizie




Centro Meteorologico di Teolo - Arpav
meteo
Scarica l'Acrobat Reader
acrobat reader
Sitengine - Telemar